foto: Lino Brunetti

In Concert

Marc Ribot Y Los Cubanos Postizos live a Lugano (CH), 31/03/2015

Chiunque abbia a cuore le canzoni di Tom Waits, Vinicio Capossela, Marianne Faithful o Elvis Costello (giusto per fare alcuni dei nomi più celebri), avrà di certo conosciuto la voce, il linguaggio e l’espressione, tutte originalissime, della chitarra di Marc Ribot, un artista a cui basta appoggiare le mani sullo strumento affinché la sua personalità artistica ne esca perfettamente definita.
Tra le decine di progetti e le centinaia di collaborazioni e dischi che costellano la sua lunga carriera, quella dei Los Cubanos Postizos è senza dubbio una delle esperienze più interessanti e curiose, come testimoniano i due soli album licenziati con quella sigla, The Prosthetic Cubans del ’98 e Muy Divertido del ’00; ma visto il tempo trascorso dall’ultima pubblicazione, pareva fino ad oggi un progetto ormai confinato al passato. Invece Ribot ha inaspettatamente riunito i leggendari “Cubani Posticci” per un unico concerto, tenutosi lo scorso 31 marzo al teatro dello studio Foce di Lugano, nella vicina Svizzera, dove si è esibito accompagnato da Bradley Jones al basso, Anthony Coleman alle tastiere, Horacio “El Negro” Hernandez alla batteria e EJ Rodriguez alle percussioni.
Quando usciva il primo lavoro di studio The Prosthetic Cubans, l’album Buena Vista Social Club era ormai un successo a livello mondiale ed è possibile che sia stata proprio il progetto condotto da Ry Cooder ad ispirare a Ribot l’idea per i suoi Los Cubanos Postizos, ma le traiettorie tracciate dal chitarrista newyorkese l’hanno condotto ad orizzonti altrettanto affascinanti, ma di certo molto distanti dall’operazione culturale realizzata da Cooder. È come se Marc Ribot avesse portato il calore della musica cubana tra le pareti della Knitting Factory, contaminandola con atmosfere urbane, con il respiro colto del jazz, gli spigoli dell’avanguardia e lo spirito del rock che animano la Grande Mela, trasformando così il suono caraibico in un nuovo magico idioma. Almeno è questa la sensazione che aleggia nella sala del teatro Foce nel corso di uno splendido concerto organizzato da RSI Rete Due (evidentemente in Svizzera deve prevalere una diversa concezione del servizio pubblico), nel corso del quale i musicisti hanno regalato momenti di autentica poesia accarezzando la malinconia di una milonga o battendo i tempi in levare di un mambo, dispensando preziosi virtuosismi e mostrando una incredibile sintonia d’insieme.
Rivisitando il repertorio di Arsenio Rodriguez, storico compositore e band leader cubano, Marc Ribot y Los Cubanos Postizos hanno incantato il pubblico svizzero con una musica in cui palpita un cuore latino, che si muove con l’eleganza del jazz, ma che non disdegna incursioni in territorio rock, alla ricerca di un’atmosfera ed una musicalità che ad oggi rimangono uniche e del tutto affascinanti. Ribot guida questo straordinario ensemble con il prezioso tocco della sua chitarra capace di colpi di genio e virtuosismi, ma anche di focose sfuriate elettriche, delineando i contaminati confini di una Cuba immaginaria ed impossibile, ma assolutamente fantastica. Grande, indimenticabile serata.

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