Recensioni

The Pines, Above The Prairie

thepinesTHE PINES
Above The Prairie
Red House/IRD
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The Pines sono una band particolare, molto particolare. I leaders sono due: David Huckfelt e Benson Ramsey. Nel gruppo poi c’è anche Alex Ramsey, fratello di Benson: entrambi poi sono figli d’arte, infatti il loro padre è Bo Ramsey, molto noto su queste pagine come autore, ma anche come produttore (Greg Brown, ad esempio).

Hanno già fatto cinque dischi e il nuovo album Above The Prairie, è lirico e visionario e usa il Midwest come punto di partenza per la propria musica. Anzi, facendo un paragone nobile, posso dire che il Midwest per The Pines è come la Monument Valley per John Ford e la musica della band è carica di immaginazione, colori, melodia e si adatta alla perfezione ai paesaggi incredibili che sono alla base della struttura del Midwest. La bellezza incontaminata di quei luoghi, le pianure a perdita d’occhio, i campi che non hanno fine e si perdono all’orizzonte, le strade che finiscono a contatto con il cielo: il Midwest è questo e anche altro e la musica dei Pines lo rappresenta alla perfezione con le sue melodie intense, il pianoforte liquido, le voci profonde e piene di pathos.

La loro discografia, cinque dischi, è andata sempre in crescendo: dall’esordio del 2004, con l’omonimo The Pines, al seguente Sparrow in The Bell (2007), il primo per la Red House. Ma è con il terzo album, Tremolo (2009), che la band assume una precisa identità, seminando canzoni morbide e melodie turgide, mischiando il folk e la canzone d’autore, usando il piano in modo essenziale, sempre a contatto con le voci dei due protagonisti. Infatti sia Huckfelt che Benson Ramsey hanno due voci molto evocative, profonde, espressive e basano gran parte della riuscita delle composizioni proprio sul loro modo di cantare e su una strumentazione calda e coinvolgente. Dark So Gold, 2012, è stato il disco che ha rotto gli equilibri e che ha portato la band ad essere conosciuta anche oltre oceano, con ottime recensioni sopratutto in Inghilterra (Q Magazine, Uncut) ma anche negli Stati Uniti (Goldmine e Rolling Stone).

Above The Prairie è un disco molto bello, pieno di canzoni intense e melodie turgide, canzoni come Hanging From The Earth, Aerial Ocean, There in Spirit, sino alla finale Time Dreams, dove appare John Trudell come ospite. La bellezza del suono, caldo e coinvolgente, si deve, oltre che ai due compositori, alla bravura assoluta di Alex Ramsey, pianista sopraffino, quindi a James Buckley, basso, JT Bates, batteria, Michael Rossetto, banjo, Jacob Hanson, chitarra elettrica, Tim Britton, uilleann pipes, e al violino di Ryan David Young (Trampled By Turtles).

Trovi l’articolo completo su Buscadero n. 387 / Marzo 2016.

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