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Bigger in Texas + Texas Tornados

Ci sono città, luoghi che affascinano e ispirano continuamenti poeti, artisti e musicisti. Basti pensare a cosa abbia significato New York per Woody Allen e Andy Wharol. Per i songwriter americani c’è uno stato più “grande” di tutti gli altri. 

Bigger in Texas è il titolo di un aperitivo in musica con Dayna Kurtz e Eileen Rose che ci canteranno e racconteranno la loro prospettiva su questa terra di confine col Messico. Da Buddy Holly a Joe Ely e Tom Russell, da Larry McMurtry a Orson Wells, da Lightin’ Hopkins a Townes Van Zandt, dalle flatlanders al Rio Grande. Birra, margaritas, le opere di 6 artisti texani e le canzoni e la musica di Dayna Kurtz e Eileen Rose in collaborazione con Buscadero.

Dayna Kurtz e Eileen Rose hanno cominciato entrambe a fare musica sul finire degli anni ’80. Dayna ha mossi i primi passi nel New Jersey e poi a New York, collaborando con Norah Jones e Bonnie Raitt. Eileen ha formato le sue prime band a Boston per poi iniziare la sua carriera musicale a Londra dove frequenta la sorella di Ozzy Osborne e lo scrittore Nick Hornby. Nel frattempo Dayna rimane folgorata da New Orleans, città che contamina il blues, il jazz, il voodoo con mille spezie e sapori. La stessa cosa succede ad Eileen Rose con Nashville, capitale della country music.  

Venerdì 15 dicembreOre 18.30 – INGRESSO LIBERO 
L’evento Bigger in Texas si svolgerà nella Galleria Antonio Colombo che in questi giorni ospita la mostra Texas Tornados. 

Il cinema classico lo ha soprannominato The Giant, il gigante, perché il Texas, dopo l’Alaska, è lo stato americano più esteso. Anche se nell’immaginario collettivo è legato a rappresentazioni di cowboy e del deserto, il Texas da alcuni anni è considerato come la nuova frontiera dell’arte negli States. Sono sorte diverse fondazioni private, grandi architetti hanno realizzato diverse commissioni, si è ulteriormente sviluppato il fenomeno del collezionismo e la scena artistica risulta particolarmente vivace, divisa tra gusto mainstream che si dedica soprattutto allo stile minimalista e le tante ricerche alternative che ne incarnano l’anima più veritiera e curiosa.

Bisogna infatti considerare che la cultura americana alternativa affonda in una tradizione molto particolare, che taglia fuori completamente l’avanguardia europea del primo ‘900 e rivisita forme artistiche molto particolari su cui le nuove generazioni compiono interessanti studi e approfondimenti, a partire da una semplice domanda: come coniugare stili e linguaggi studiati solo marginalmente nei canali ufficiali con le numerose forme di cultura outsider del presente? Sulla vitalità del Texas oggi si è scritto molto. Austin è considerata la capitale della musica live; uno dei più importanti scrittori contemporanei, Cormac McCarthy scomparso pochi mesi fa ha ambientato in Texas i suoi romanzi più importanti, come Cavalli selvaggi e Non è un paese per vecchi. Dalla scena letteraria sono usciti il pirotecnico Joe Lansdale, Philipp Meyer, autore del new western Il figlio. È normale incontrare alle inaugurazioni delle mostre l’attore Ethan Hawke, nato ad Austin, oppure Wes Anderson, che è di Houston. 

Dopo aver esplorato a lungo l’arte della West Coast, l’indagine della Galleria Antonio Colombo si sposta nel cuore dell’America e intitola questa nuova mostra Texas Tornados, il supergruppo attivo dal 1989 che ha lavorato sulla modernizzazione dello stile Tex Mex, contaminando con ritmi country-rock il cosiddetto stile norteno-messicano. Sta qui dunque la chiave interpretativa di questo rapporto, molto vivace, con la tradizione dell’arte folk e outsider del XX secolo, incrociato con il consueto mondo di contaminazioni culturali che da anni costituiscono la cifra poetica e la ricerca della galleria. 

Gli artisti che partecipano a Texas Tornados sono quasi tutti inediti in Italia e taluni anche in Europa. Adrian Landon Brooks è nato nel 1983 a Houston, ha studiato al San Francisco Art Institute, attualmente vive a Wimberly, Texas. Ha realizzato diverse opere murarie, si definisce infatti “muralist”, soprattutto in Texas, lavora con pittura, illustrazione usando spesso tavole di legno e vecchie foto. Dall’esperienza in California sostiene di essere rimasto influenzato dall’arte di Barry McGee e della Mission School Era. Rielabora l’arte tradizionale folk sui temi dell’amore, del peccato e della redenzione, non esente da un certo personale misticismo.

Sophie Roach è nata nel 1988 in Indiana, e ha trascorso i suoi anni di formazione in Texas. Appassionata di disegno, coniuga lo stile astratto e stilizzato con il gusto per la grafica contemporanea. Nei suoi grandi lavori è come se la pittura di Paul Klee si fosse incontrata con l’illustrazione tradizionale americana in un cortocircuito tra geometria e mondi visionari.

Esther Pearl Watson è nata nel 1973 a Francoforte in Germania, vive a Los Angeles ed è l’unica artista a essere già stata esposta da Antonio Colombo. I suoi dipinti sono autobiografici, raccontano l’infanzia e l’adolescenza in Texas, quando suo padre, uno scienziato visionario, aveva l’ossessione di costruire un disco volante. Buona parte del suo lavoro parte da un diario in cui segnava i racconti di famiglia ambientati nell’America rurale.

Bruce Lee Webb è nato nel 1966 a Waxahachie, si è spostato a Dallas dove ha studiato la tradizione hobo attualizzandola nel mondo della cultura skate e punk. Nel 1987 ha fondato la Webb Gallery specializzatasi nell’arte outsider. Si dedica soprattutto al ritratto e gli interessa la casualità dell’arte di strada.

Adam Young è nato nel 1986 nello Iowa, originario delle comunità fluviali di Lake Charles in Louisiana, vive ad Austin; lavora con il legno e la sua poetica affonda le radici nell’universo naturale. Ama le frasi e le citazioni, aggiunge alle immagini parole per raccontare una storia attraverso le allegorie. 

La guest star di Texas Tornados è Tom Russell, nato a Los Angeles nel 1947, naturalizzato texano, personaggio di culto nel mondo della musica alternativa, il più grande cantautore folk-country vivente secondo il critico John Swenson, fin dal 1976 in parallelo alle canzoni ha sviluppato la passione per la pittura e per la letteratura: ha scritto un libro di citazioni con Sylvia Tyson, un romanzo giallo e un volume di lettere con Charles Bukowski. Definito un Hemingway dei tempi moderni, autore di canzoni memorabili, spesso ambientate nelle terre di confine del Texas, quali Gallo del cielo, la storia di un gallo da combattimento senza un occhio che incontra un fattore caduto in disgrazia, oppure Blue Wing, il racconto di un tatuaggio e del galeotto che lo porta sulla pelle. Desperados, emarginati, perdenti, avventurieri sono i protagonisti della sua umanità diversa e sconfitta. Secondo Monte Hellmann, regista del mitico anti-western La sparatoria, la tensione primitiva si ritrova sia nella musica sia nell’arte di Russel, mentre la scrittrice Annie Proulx ha parlato della sua curiosità irrequieta e dell’immaginazione violenta. Il poeta beat Lawrence Ferlinghetti dice di lui che il suo stile rappresenta l’incontro tra Johnny Cash, Jim Harrison e Bukowski. Nel corso della sua lunga carriera di musicista ha lavorato, tra gli altri, con Lucinda Williams e i Calexico. 

Dal 30 novembre al 10 febbraio 2023
martedì-venerdì ore 10-13.30 e 15-19
sabato ore 15-19

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