Foto: Emily Johnston

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I Fleet Foxes pubblicano un nuovo album e lo accompagnano con un road movie

È uscito oggi, in occasione dell’equinozio d’autunno, il nuovo album dei Fleet Foxes, in pratica senza nessun annuncio, a parte un post pubblicato ieri su Twitter.

A pubblicarlo in CD e doppio LP sarà la Anti, ma a partire dal 5 febbraio 2021. Per il momento l’album è ascoltabile sulle varie piattaforme di streaming.

Shore, questo il titolo, è stato registrato prima e durante la quarantena ad Hudson (NY), Parigi, Los Angeles, Long Island City e New York City, tra il settembre 2018 e il settembre 2020, con l’aiuto dell’ingegnere del suono e di produzione Beatriz Artola.

Formato da 15 brani per un totale di 55 minuti, inizialmente Shore era ispirato a quegli eroi musicali del frontman Robin Pecknold, come Arthur Russell, Nina Simone, Sam Cooke, Emahoy Tsegué-Maryam Guebrou fra gli altri, che nella sua esperienza hanno celebrato la vita di fronte alla morte. Vedo Shore come un posto sicuro ai margini di qualcosa di incerto, fissando le onde di Whitman che recitano ‘death’” ha affermato Pecknold. “Tentato dall’avventura dell’ignoto, allo stesso tempo apprezzi il comfort del terreno stabile sotto di te. Questa è la mentalità che ho adottato, il carburante che ho trovato per fare questo album.

Ha poi aggiunto: Sin dall’inaspettato successo del primo album dei Fleet Foxes più di dieci anni fa, ho trascorso più tempo di quanto sia felice di ammettere, in uno stato costante di ansia e preoccupazione. Preoccupato per cosa avrei dovuto fare e come sarebbe stato recepito, preoccupato per le mosse degli altri artisti e il mio posto tra loro, preoccupato per la mia voce e la mia salute mentale durante i lunghi tour. Non ho mai permesso a me stesso di godere di questo processo tanto quanto avrei potuto, o tanto quanto avrei dovuto.

Sono stato così fortunato nella mia vita, così fortunato di essere nato con il seme del talento che ho coltivato e fortunato di aver avuto così tante esperienze fantastiche. Forse con la fortuna a volte viene anche la colpa. So di aver accolto le avversità, ovunque potessi trovarle, reali o immaginarie, in modo da temprare subconsciamente tutta questa incredibile fortuna che ho avuto.

A febbraio 2020 mi sono ritrovato ancora una volta consumato dalle preoccupazioni e dell’ansia per questo album e per come avrei dovuto finirlo. Ma fino a marzo, con una pandemia fuori controllo, vivendo in uno stato fallito, guardando e partecipando alle proteste e alle marce contro l’ingiustizia sistemica, la maggior parte della mia ansia sull’album è scomparsa. Sembrava così piccola rispetto a quello che stavamo vivendo tutti insieme. Al suo posto è comparsa la gratitudine, la gioia di avere tempo e risorse da dedicare alla musica e una diversa prospettiva su quanto fosse importante o no questa musica nel grande ordine delle cose.

La musica è sia la cosa più trascurabile che la più essenziale. Non abbiamo bisogno della musica per vivere, ma non posso immagine di vivere senza. Alla luce di quello che sta succedendo è un grande regalo non avere più preoccupazioni o ansie sull’album. Forse inizieremo a parlare di tour tra un anno e le carriere musicali potrebbero non essere più quello che erano un tempo. Potrebbe essere, ma la musica rimane essenziale. Tutto ciò è stato un altro colpo di inaspettata fortuna di cui non sono degno. Sono stato in grado di prendere il timone e portare a termine l’album molto meglio di quanto avrei immaginato, con l’aiuto di tanti collaboratori incredibili, al sicuro e fortunato in questo nuovo stato d’animo.

Oltre all’album la band condivide un road movie omonimo, girato in 16 mm da Kersti Jan Werdal, che mostra i paesaggi del nord-ovest del Pacifico.

Ho ascoltato l’album mentre guidavo e ho registrato nella mia mente paesaggi che mi sembrava risuonassero con la musica ma che stavano bene anche per conto loro” spiega la regista Kersti Jan Werdal“Il film è destinato a coesistere e interagire con l’album, piuttosto che essere in una relazione diretta e simbiotica. Le scene urbane e narrative interagiscono con i paesaggi più surreali, al posto di essere in completa opposizione. La mia speranza è che il film, come l’album, rifletta l’ottimismo e la forza.

Kersti Jan Werdal è un’artista che si occupa di film, fotografia, istallazioni e collage. È possibile vedere il film qui sotto.

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