Recensioni

Johanna Samuels, Have A Good One

Have A Good OneJOHANNA SAMUELS
HAVE A GOOD ONE
BASIN ROCK
***

Deve il suo nome alla celeberrima Visions Of Johanna  di Dylan, è nata a New York, ma si è poi spostata a vivere a Los Angeles, dove, a poco a poco, ha definito il suo approccio alla canzone d’autore. Johanna Samuels è una giovane cantautrice che fino ad oggi si è barcamenata fra sporadiche pubblicazioni autoprodotte o al più pubblicate attraverso CD Baby. Il suo vero ingresso nell’ufficialità avviene oggi con Have A Good One, EP di cinque brani che la vede entrare nel roster della parsimoniosa etichetta inglese Basin Rock (è il quarto nome in catalogo dopo quelli di Julie Byrne, Nadia Reid e Jim Ghedi).

E bisogna dire che questi venti minuti di musica sono un ottimo biglietto da visita per la Samuels, a partire dalla lussureggiante Why Do I Get Here che apre il disco appaiando una bella melodia a un tessuto strumentale ricco, fatto con piano elettrico, clarinetto, chitarre elettriche, per un suono caldo e organico, davvero affascinante. La successiva Rush Of Wheels, con il lamento di una pedal steel, scivola in malinconici scenari da ballata country, mentre Supposed To Say rimane ancorata a un sentire fatto di luci e ombre, ma è più vicino al cantautorato di una Weyes Blood.

Le trame elettroacustiche della bella e moderatamente pimpante Nothing To Know ci guidano verso il finale di Dylan’s Third Verse, vibrante ballata che chiude un dischetto che c’induce a segnarci il nome della Samuels per quando arriverà con un lavoro sulla lunga distanza. Intanto, anche questo EP più di un ascolto se lo merita tutto.

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