Recensioni

The Kills, Ash & Ice

The Kills - Ash & IceTHE KILLS
Ash & Ice
Domino/Self
***

I cinque anni intercorsi tra Blood Pressures e questo nuovo Ash & Ice ci parlano di un disco che non è stato affatto facile portare a termine. E non, come qualcuno potrebbe pensare, per il coinvolgimento di Alison Mosshart nei Dead Weather con Jack White o per la sua affermazione come pittrice, quanto piuttosto per l’operazione a cui si è dovuto sottoporre Jamie Hince alla mano dopo un incidente, cosa che lo ha letteralmente costretto a reimparare a suonare la chitarra, di fatto con un dito in meno, danneggiato ormai permanentemente. I due The Kills non sono però tipi che demordono facilmente, tanto che le difficoltà non hanno fatto altro che rinsaldare il loro sodalizio artistico, come al solito portato avanti con l’intento di esplorare nuovi aspetti del loro congiunto fare musica.

C’è un pezzo in questo nuovo album, Echo Home, un duetto intimamente pop sopra un sorta di rimpallo elettronico, le cui parole, da tipica love song, possono essere lette anche come una sorta di preghiera di Alison verso Jamie a non cedere, a far di tutto perché la loro storia musicale non finisse nel nulla: It’s been so long/You can keep your own dear life/You can lose it all if you wanna/But I can’t keep you out of mine, oh no. È un pezzo che espone una vulnerabilità, questo, poi comune un po’ a tutto l’album, poco timoroso nell’andare a fondo nell’esplorazione dei propri sentimenti.

Musicalmente parlando, il sound è decisamente meno crudo e punk rispetto agli esordi, più smussato, facile se volete, a volte quasi sognante, pur senza perdere quel feeling sexy che li ha sempre contraddistinti. A dominare su tutto ci sono le melodie imbastite da Alison, una cantante d’indubbio carisma, coadiuvate da musiche che seguono modelli produttivi orientati al pop, in un miscuglio di atmosfere sixties, rock’n’roll, elettronica.

I pezzi più rock sono caratterizzati da una certa semplicità che, per l’appunto, favorisce l’emergere delle linee vocali: Bitter Fruit si appoggia ad un riff basico; Heart Of A Dog pone una trama elettro-rock sotto una vocalità passionale; Siberian Nights recupera qualche reminiscenza blues; Impossible Tracks e Black Tar sono chitarristiche, ma più pop che rock, così come anche il bel singolo Doing It To Death, messo in apertura. Numerose le ballate, a partire dalla languida Days Of Why And How; passando poi per le sospensioni wave di Let It Drop; per una Hum For Your Buzz quasi solo voce e chitarra; per una That Love che invece si appoggia a piano e chitarra acustica. Rimerrebbero da citare Hard Habit To Break, bel groove e chitarre sia liriche che grattugiate, e la conclusiva Whirling Eye, irresistibilmente electro-pop.

A quasi quindici anni dai loro esordi, Ash & Ice consolida e rinnova piacevolmente la musica di un duo che pare avere ancora molto da dire.

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