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TRI-P 2019: i primi nomi!

5a8f639e-bfd2-450d-96ec-59d32df7664aNato dalla collaborazione tra Triennale Milanoe Ponderosa Music & Art, il festival TRI-P, giunto alla terza edizione, prende le mosse dal tema conduttore della XXII Triennale di Milano Broken Nature e approfondisce attraverso la musica i legami che uniscono gli uomini all’ambiente naturale. I primi concerti confermati sono quelli del songwriter e whistle-blower ecologico Andrew Bird. Seguono i Tinariwen, il gruppo emblema del desert-rock e infine i Calexico e Iron & Wine, ancora insieme dopo quattordici anni. 

Negli spazi di Triennale, centro nevralgico di arte, cultura e ricerca, TRI-P racconta la contemporaneità ed espande la coscienza di quel che accade intorno a noi attraverso gli infiniti paesaggi e le vertiginose geografie evocate dalla musica. Questi i primi concerti confermati:

ANDREW BIRD
26 giugno 2019 – ore 21
Ha registrato un album in una stalla, uno sul fondo di un canyon e un altro sulla riva di un fiume. Suona il violino da autodidatta, la chitarra come un folksinger e fischia meglio di un profeta. È irriverente, profondo, sempre incantevole. Se Andrew Bird non fosse un geniale songwriter sarebbe un filosofo esistenzialista, consumato dalla Storia e lucidamente umano. Nel suo ultimo album “il più bello finora” cita Sisifo e la Catalogna, si raffigura come Marat nella vasca da bagno e da whistle-blower qual è ci avverte che “la Terra sta girando più veloce”, “c’è una guerra civile fredda” e “siamo tutti fottuti”. Eppure riesce lo stesso a scherzarci su, a canzonare la catastrofe in arrivo. Questo è il pane dei forti, direbbe Baudelaire, e la musica di Andrew Bird non è da meno.

TINARIWEN
2 luglio 2019 – ore 21
Ascoltare i Tinariwen, ha detto Robert Plant, è come calare il secchio in un pozzo profondo. È dal 1980 che questi formidabili musicisti Teuareg, apparentemente destinati a suonare solo ai matrimoni e ai battesimi, sono diventati i portabandiera di una giusta lotta contro i governi centrali, repressivi e dispotici. Dolorose circostanze collettive, un popolo in pericolo, l’unione sacra tra uomini e ambiente, la vita in simbiosi dei nomadi con il deserto, si sono incarnate nelle loro chitarre taglienti. E quel loro suono ipnotico, lirico, amarissimo, ha negli anni fatto conoscere la causa dei Tuareg ai palcoscenici di tutto il mondo, suscitando l’ammirazione di artisti quali Dalmon Albarn e Thom Yorke. I Tinariwen sono ribelli veri, hanno detto: anche quando suonano fanno sembrare finti tutti gli altri.

CALEXICO AND IRON & WINE
22 luglio 2019 – ore 21.00
Avevano già fatto squadra insieme quattordici anni fa e si erano trovati a meraviglia. Da un lato la grandeur cinematica dei Calexico, la presenza della frontiera, le storie di polvere tra Messico e Arizona, dall’altro Sam Beam, alias Iron & Wine, un folksinger fiabesco come pochi, un country boy alternativo, gentile e libertario nonostante risieda nella Bible Belt. Ora “il deserto torna a incontrare la palude”, ha scritto MoJo, ed entrambi promettono faville. Ci saranno, beninteso, gli ingredienti musicali del precedente “In the Reins”, ma potenziati dalle rispettive maturazioni. Molte cose sono avvenute dentro e fuori i musicisti, la polvere si è popolata di migranti, c’è stato uno sradicamento, si è generata una maggior consapevolezza ecologica. Nuove storie, nuove canzoni, un disco che raccoglie questi “anni da bruciare”.

 

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