Foto: Andrea Trevaini

In Concert

Whitney Rose live a Cantù, 19/5/2018

Lunga notte country in quel di Cantù, con un folto  e caldo pubblico di cow-boys brianzoli desiderosi di ascoltare e vedere all’opera quella che potrebbe essere una futura Stella del Country Nord-Americano. Whitney Rose è infatti nata in Canada, ma ormai da tempo è trapiantata ad Austin e questo è il suo primo concerto italiano in assoluto. Il suo esordio live era molto atteso perché i suoi ultimi due dischi, Heartbreaker Of the Heart  del 2015 e Rule 62 del 2017, sono stati prodotti da Raul Malo.

Arriva con la sua band, 2 chitarre, Mike Molnar all’elettrica, Devan Jones all’acustica e ai cori,  Andrew Pacheco al basso, dopo un angosciante viaggio dalla Svizzera, con il Passo del Gottardo chiuso e con inevitabili deviazioni e ritardi, complicati altresì dal fatto che avevano dovuto accompagnare il loro batterista alla Malpensa perché doveva tornare urgentemente in USA, per cui l’onnipresente Andrea Parodi ha dovuto procurare un nuovo batterista sui due piedi.

Tutto ciò ha fatto innervosire l’artista che si è presentata gioco forza in ritardo sul palco e con una formazione rimaneggiata, anche se il batterista locale è stato un ottimo rimpiazzo. Il concerto ha risentito un po’ di questi inconvenienti, ma la semplicità della cantante, ancora molto giovane, unita  alla sua grinta , le hanno permesso di prendere gradatamente possesso della scena, grazie al suo look lievemente country, impreziosito da uno Stetson che lei ha portato sempre ben calcato sulla testa, ma soprattutto grazie ad una voce che davvero è riuscita ad avvincere e convincere l’esigente platea che alla fine l’ha applaudita con grande entusiasmo.

La sua band, grazie al supporto di una chitarra acustica (talvolta bottleneck) e di una elettrica ( dal suono volutamente vintage), ricrea un’atmosfera ‘50s e ‘60s che ben si addice alle canzoni che Whitney esegue in un lungo concerto in due tempi, riprendendo le canzoni dei suoi dischi ed alcuni classici come Suspicious Minds, Sleepwalk, Memphis.

Whitney imbraccia quasi sempre l’acustica che padroneggia con sicurezza, ingaggiando spesso anche duelli chitarristici con il chitarrista elettrico Mike Molnar, girando le spalle al pubblico, proprio come una vera rocker ed infatti la sua musica paga ovviamente il pegno al country, ma viene definita country-politan, in quanto riesce a miscelarla con sonorità rock che mostrano di risalire, come influenza, fino agli anni ’50.

Brava, simpatica, umile, sa che deve ancora crescere e che il mondo musicale è duro da affrontare, ma lei lo fa con una grazia che le  pare proprio connaturata, grazie anche al suo  songwriting di assoluta eccellenza e il concerto di Cantù si risolve poi in una grande festa, con grande gioia di tutti: spettatori e musicisti!

 

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