Foto: Lino Brunetti

In Concert

Beach House live a Sestri Levante, 16/8/2017

Sestri Levante è una tranquilla cittadina della riviera ligure affacciata sul golfo del Tigullio, un paesaggio da cartolina con le facciate dai colori pastello tipiche della zona e le vecchie barche dei pescatori ancora ormeggiate nella baia: la location perfetta per un rilassante soggiorno, ma non esattamente il primo posto al mondo che viene in mente quando si pensa ad un concerto di musica rock. Onore quindi agli organizzatori del prestigioso Mojotic festival, che hanno avuto la lungimiranza di collocare la manifestazione estiva nel cortile dell’ex Convento Dell’Annunziata, una suggestiva costruzione posta sull’estremo sperone del promontorio della Baia del Silenzio, puntando sulla scenografica bellezza del luogo e su un calendario di caratura internazionale e per niente scontato, con nomi di grido come Primal Scream, White Lies, Flogging Molly o il combat folker Billy Bragg.

Fin dalle premesse una rassegna di successo, capace di strappare i vacanzieri dalla noia dello struscio del dopocena e di attirare appassionati, giovani hip e turisti per un giorno, come è successo in occasione del concerto dei Beach House, il gruppo di Baltimora della cantante e tastierista Victoria Legrand e del chitarrista Alex Scally: un evento che ha riempito l’ex Convento con una coda di pubblico che, con ampio anticipo sull’orario di apertura, già si spingeva fino ai tavoli dei lussuosi ristoranti collocati lungo il molo, testimoniando la crescente popolarità del duo statunitense, che ha spiccato il grande balzo a partire dalla pubblicazione di Bloom, l’album del 2012. Da quel momento i Beach House hanno pubblicato altri tre dischi compreso il recente B-Sides And Rarities, ma in linea di massima la loro proposta non ha subito abissali stravolgimenti: rispetto agli esordi hanno sostituito le pulsazioni di una drum machine con la più dinamica spinta di un batterista, ma il suono è più o meno la stessa materia sognante e vagamente psichedelica su cui galleggiano estatiche melodie dall’aura pop sospese tra le aeree parabole liriche dei Cocteau Twins e l’avanguardia shoegaze dei My Bloody Valentine.

Influenze o punti di riferimento, del tutto generici e forse solo immaginari, che sono parsi affiorare anche dalla performance di Sestri Levante, un concerto affascinante durante il quale gli artisti si sono esibiti in una scenografia in controluce, avvolti nell’oscurità e in una costante coltre di nebbia artificiale, che ben si armonizzavano con il carattere ipnotico e misterioso della musica proposta. Come dei Low dal tenore dream-pop, i Beach House battono tempi lenti e circolari a scandire i fluttuanti tappeti di tastiere e gli stupefacenti accordi di chitarra che accompagnano i riverberi armonici del canto seducente ed estatico della dark lady Victoria Legrand, togliendo il respiro alla platea con versioni da sogno di Levitation, Wild, Walk In The Park, della lunare Space Song, di una ballata eterea come Beyond Love, di una bellissima Master Of None ripescata dall’esordio, di un delirio elettronico come Sparks o di una più elettrica e disturbata Elegy Of The Void.

Quasi esaltando l’arcana magia di un luogo come l’ex Convento dell’Annunziata e il fascino conturbante di una notte senza luna, le basiche sinfonie pop dei Beach House spediscono in orbita tutto il pubblico di Sestri Levante, strappando una lacrima di commozione a chi già li adorava e piegando le ginocchia in un inchino a quanti si sono presentati per semplice curiosità.

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