In Concert

Verdena live, Alcatraz – Milano, 2/3/2015

C’è un Alcatraz sold out ad accogliere il ritorno on stage dei Verdena, freschi della pubblicazione di Endkadenz Vol.1, nuovo album diviso in due distinti volumi, il secondo dei quali sarà pubblicato più avanti nel corso del 2015. Quantomeno in questa prima fase del tour, ad aprire per loro ci sono i rinnovati Jennifer Gentle di Marco Fasolo, in giro a promuovere la ristampa dei loro primi due album curata da Bomba Dischi. In attesa che si decida finalmente a pubblicare qualcosa di nuovo, il quintetto padovano rimane comunque una delle più valide ed originali realtà italiane – ben tre album per loro su Sub Pop! – particolarmente efficace proprio in sede live, dove possono sprigionare in libertà tutta la loro folle creatività. Psichedelia sixties in bilico tra bizzarrie zappiane, reminiscenze barrettiane e un pizzico di sperimentazione che, se magari avrà lasciato spiazzato parte del pubblico dei Verdena, di sicuro è invece piaciuto ai più avvezzi a sonorità, diciamo così, laterali, tra cui anche il sottoscritto. Del trio bergamasco invece che dire? Chi ha avuto modo di assistere ad un loro concerto, sa che dal vivo sono una macchina da guerra. Se pure la serata che stiamo recensendo è stata funestata da una serie di problemi tecnici sul palco, che non poco hanno indispettito Alberto Ferrari soprattutto, lo show si è profilato potente ed appassionato. Rispetto al tour di Wow, mi pare siano tornati ad un sound più diretto e distorto, capace di far rifulgere quanto mai quel miscuglio di grunge, prog, psichedelia e, naturalmente, pop, che ne ha fatto uno dei gruppi più amati sul territorio nazionale. Il nuovo album viene suonato quasi per intero e, ulteriore testimonianza della sua bontà, appare perfettamente armonizzato alle numerose incursioni nel loro catalogo, tanto che classici e nuovi pezzi arrivano sul pubblico con praticamente pari forza. Oltre due ore abbondanti di show – i Verdena non sono tipi da sveltine – oscillanti tra melodia e distorsione. Inutile rammaricarsi di quanto patetici siano diventati gli Smashing Pumpkins; l’alternativa, da vent’anni, ce l’abbiamo in casa e, al contrario di quegli altri, col tempo, come il buon vino, i Verdena sono addirittura migliorati!

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