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The Cairo Gang, Untouchable

cairo-gang-untouchable-e1487060616371THE CAIRO GANG
Untouchable
God?/Drag City
***

La maggior parte di noi ha imparato ad apprezzare il talento chitarristico di Emmett Kelly in quanto fedele partner di Bonnie “Prince” Billy, ma come i più attenti fra voi sapranno, già da tempo è autore di musica realizzata in prima persona con il nome The Cairo Gang, sigla con la quale esordì nel 2006 e intestataria di cinque album, un paio di EP, due live, oltre che di un disco e alcuni singoli co-firmati proprio con Will Oldham. Negli ultimi tempi Kelly lo si è visto a fianco anche di Ty Segall, ai cui ultimi due album ha collaborato e con cui è andato in tour. E proprio Ty gli rende il favore, co-producendo con lui questo suo nuovo lavoro intitolato Untouchable.

Disco rock dall’inossidabile sapore vintage, a partire da una durata pensata per il vinile (poco più di mezz’ora), passando per un sound e per un songwriting dalle radici ben salde nei sixties e, soprattutto, nei seventies, reso attraverso un impeto chitarristico che ne certifica ancora una volta il talento sulla sei corde elettrica. Del resto basta appoggiare la puntina sul vinile per farsi catturare dal riff scippato alla Sweet Jane di Lou Reed, in una Broken Record che pare firmata dal giovane Tom Petty e nella quale appare il primo di una serie di fulminanti assoli.

Le chitarre di Real Enough To Believe ricordano, così come tutto il resto, una produzione sixties pop spectoriana; That’s When It’s Over ha l’aria di voler ritirare in ballo il vecchio Lou, ma poi si dirige verso un acid rock ricolmo d’assoli, dove anche una tuonante e iper dinamica batteria (Ty?) ha modo di farsi notare. Il tempo di una ballata acustica (Untouchable) e via con un dinamico power pop (In The Heart Of Her Heart); con un brano dalla melodia insolitamente involuta, con delle chitarre spigolose dalle inflessioni quasi jazz (Let It Gain You); con un’altra ballata dal mood inequivocabilmente anni ’70 (Will It To Be); con un’ennesima trasfigurazione pettyana in salsa power pop (What Can I Do?).

Assai difficile che un disco del genere possa cambiare la storia del rock. Rendervi la giornata migliore, però, quello lo fa di sicuro. Non una cosa da poco, in effetti…

Se volete ascoltare un brano potete andare qui!

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